Censimento informatizzato delle Chiese della Diocesi di Città di Castello. Venerdì la presentazione


Si è tenuta venerdì 27 maggio u.s. nel Salone Gotico del Museo diocesano la presentazione del censimento informatizzato delle Chiese della Diocesi di Città di Castello. Sono intervenuti il Vescovo diocesano S.E. Domenico Cancian f.a.m., Don Valerio Pennasso Direttore Ufficio Nazionale per i Beni Culturali Ecclesiastici della Conferenza Episcopale Italiana, S.E. Mons. Mario Ceccobelli Delegato Beni Culturali Ecclesiastici della Conferenza Episcopale Umbra, Fernanda Cecchini Assessore alle Politiche Culturali della Regione Umbria, Luisa Montevecchi Segretariato Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Umbria, Roberto Minelli della Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria. Il progetto è stato presentato dal direttore dell’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici Diocesi di Città di Castello Gian Franco Scarabottini. A moderare i lavori Catia Cecchetti. Presenti in sala anche le autorità militari incluso il Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale dell’Umbria

Nel 1996 l’Ufficio nazionale per i Beni Culturali ecclesiastici della Conferenza Episcopale Italiana, ha avviato l’attività di inventariazione dei beni artistici e storici di proprietà ecclesiastica, offrendo alle diocesi italiane strumenti e sostegno. La Diocesi di Città di Castello ha aderito a questo ambizioso progetto. Nel 2014 ha portato a termine l’inventariazione informatizzata dei beni culturali mobili di sua proprietà. Nello stesso anno, l’Ufficio Beni culturali diocesano ha redatto l’elenco delle chiese del suo territorio iniziando così le procedure per il Censimento degli edifici sacri. Il lavoro ha consentito di raccogliere fondamentali informazioni riguardanti le chiese di proprietà ecclesiastica, delineando un quadro conoscitivo dei beni architettonici. Nei due anni di attività sono stati censiti 145 edifici sacri: di cui 29 di proprietà dell’Istituto diocesano per il sostentamento del Clero, 5 di confraternite, 3 conventuale, e 1 del Fondo Edifici di Culto. La campagna di inventariazione ha coinvolto tutto il territorio diocesano, includendo le 60 parrocchie dislocate nei comuni di Città di Castello, Citerna, Monte S. Maria Tiberina, Montone, Pietralunga, San Giustino e Umbertide. Il progetto di censimento delle chiese italiane è basato sulla normativa in materia di catalogazione dei beni immobili stabilita dall’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione di Roma. In particolare la compilazione prevede le stesse obbligatorietà di campi previste dall’Istituto. A conclusione del censimento, copia dello stesso può essere trasmessa alla Soprintendenza competente. Oggetto del censimento sono gli edifici di culto di proprietà di enti ecclesiastici soggetti al Vescovo diocesano: le chiese parrocchiali, le sussidiarie, le rettone e le vicario delle quali sia riconosciuta la proprietà ecclesiastica

La Diocesi tifernate, grazie all'impegno profuso in questo progetto è riuscita a raggiungere significativi obbiettivi, il primo dei quali è l’individuazione dell’entità del suo patrimonio architettonico, intesa non solo come elencazione quantitativa, ma anche descrittiva. La scheda è articolata in 16 paragrafi che presentano, in numero variabile, diversi campi. Il numero totale dei paragrafi a compilazione obbligatoria per il censimento ammonta a 12, nei quali alcuni campi dispongono di dati o liste precompilati.

La scheda di censimento raccoglie informazioni fondamentali quali, gli interventi di adeguamento liturgico, la natura e stato degli impianti, lo stato di conservazione, la storia degli interventi di restauro, la titolarità del bene, la sua individuazione fisica (completa di dati catastali, e georeferenziazione). Inoltre, la scheda è corredata da immagini digitali in alta definizione. Questi sono un insieme di solidi elementi sui quali basare ogni necessaria azione volta alla salvaguardia intesa nella suo significato più ampio.

Non di secondaria importanza è inoltre, la divulgazione di questa conoscenza al mondo della ricerca, dello studio, della cultura e del turismo.

Il progetto prevede l’utilizzo di importanti strumenti informatici quali il Forum, quelli per la gestione della banca dati centrale presso l’Ufficio Nazionale, i servizi di e-learning per il personale diocesano impiegato nel progetto, oltre alla pubblicazione in rete del censimento in progress, che trova in BeWeB la sua vetrina preferenziale. Infatti, il risultato del lavoro realizzato dalla Diocesi di Città di Castello è consultabile sul sito http://www.beweb.chiesacattolica.it/. Selezionando la Regione Ecclesiastica e la diocesi di interesse, è possibile visualizzare i beni storico e artistici, architettonici, archivistici e librari. Questo importantissimo strumento consente la comprensione e la lettura del patrimonio diocesano da parte di un pubblico ampio e non di soli esperti. Oggi la Diocesi dispone di un quadro conoscitivo importante. L'impegno di tutti coloro che hanno collaborato ai progetti di Inventariazione dei Beni culturali mobili, librari, archivistici e architettonici, ha prodotto risultati notevoli. Il lavoro però non è concluso. E’ fondamentale, per non vanificare gli sforzi fatti, implementare una corretta attività di aggiornamento delle schede al fine di realizzare una banca dati più completa e ricca. L’impegno quindi è costante. La salvaguardia del patrimonio è un compito difficile, il raggiungimento di tali obiettivi contribuisce in modo significativo a favorire iniziative volte ad una più consapevole gestione di questi beni, testimonianza viva della nostra comunità.