Ultimo appuntamento del ciclo su l'opera buffa INCONTRI CON LA MUSICA di e con Michele Casini "Gianni Schicchi"


Del Trittico di Giacomo Puccini (Il Tabarro, Suor Angelica e Gianni Schicchi), proprio Gianni Schicchi fu l'opera che godette subito del successo maggiore e iniziò quindi ben presto ad avere vita autonoma, nonostante l'esplicita volontà di Puccini che le tre opere andassero sempre in scena assieme e mai in abbinamento con altri titoli. Firenze 1299: muore il ricco mercante Buoso Donati, che lascia tutto ai frati. I parenti del defunto chiedono a Gianni Schicchi di risolvere a loro favore questo problema e lui si sostituisce al defunto nel letto di morte. Sotto queste false vesti detterà al notaio le ultime volontà. Ma i beni più preziosi li lascerà al suo «caro, devoto, affezionato amico Gianni Schicchi». Questo capolavoro pucciniano è una cattivissima commedia comica tutta in movimento. Il protagonista è dominante su tutti ma Puccini riesce comunque a dare importanza anche alla folla di parenti e a far emergere le loro ipocrisie, cattiverie e avidità: un vero covo di serpenti. Gianni Schicchi è stato messo da Dante nell'ottava bolgia del XXX Canto dell'Inferno assieme ai falsari. Ma questa figura viene pienamente riscattata da Giacomo Puccini, che amava molto la Divina Commedia e ne possedeva una versione tascabile che portava sempre con sé. La prima assoluta del trittico, e dunque anche di Gianni Schicchi, ebbe luogo il 14 dicembre 1918 al Metropolitan Opera House di New York. E fu un trionfo. A questa bellissima opera Michele Casini per Laboratori Permanenti dedicherà domenica prossima 22 maggio alle 17.30 al Teatro alla Misericordia di Sansepolcro l’ultima puntata del ciclo dedicato all’opera buffa, iniziato con L’Italiana in Algeri di Rossini, proseguito con Falstaff di Verdi e in via di conclusione ora appunto da Gianni Schicchi. Come sempre la narrazione sarà intervallata da vari brani filmati dell’opera, tratti in questa occasione da una celebre edizione del 2008 al Teatro alla Scala di Milano, per la direzione d’orchestra di Riccardo Chailly e la regia del grande e compianto Luca Ronconi.