L'assessore Chianella risponde all'interrogazione sulla sicurezza della ex FCU


A Perugia, dopo aver ascoltato i membri del Collegio dei revisori dei conti ed il presidente del Consiglio di amministrazione, il Comitato per il monitoraggio e la vigilanza sull’Amministrazione regionale umbra, presieduto dal consigliere di opposizione Raffaele Nevi, ha concluso la fase delle audizioni circa la situazione della società partecipata regionale Umbria Tpl e Mobilità Spa con l’assessore regionale ai Trasporti, Giuseppe Chianella. Il presidente Nevi, in apertura dei lavori, ha spiegato che il Comitato sta svolgendo una serie di incontri per verificare la situazione in cui versano le società partecipate della Regione. Particolare attenzione è stata riservata a  Umbria Mobilità, perché continua a rappresentare una situazione preoccupante. Oggi il comitato si è fatto un quadro abbastanza chiaro della situazione aziendale, anche alla luce della sentenza della Corte di Cassazione che riconosce il credito nei confronti di Roma Tpl. All’assessore Chianella è stato chiesto come la Giunta intenda operare per l’attuazione della legge regionale che prevede l’Agenzia unica per la mobilità: il comitato ha anche chiesto delucidazioni sul futuro della ex Ferrovia Centrale Umbra oltre a chiarimenti sul recupero del credito che vanta la Regione Umbria dopo il prestito concesso di 17 milioni di euro all’azienda. Per quanto attiene alla istituzione dell’Agenzia, Chianella ha spiegato che “poiché due membri del Consiglio di amministrazione di Umbria Tpl e Mobilità si sono dimessi è stata posticipata al prossimo mese di settembre l’assemblea che doveva tenersi entro la fine di questo mese.  In quella sede – ha assicurato l’assessore - con il reintegro del Cda, si potrà operare in piena efficienza”. Entrando poi nel merito della ex Fcu, l’assessore ha detto che “è stato definito con Rfi (Rete ferroviaria italiana) un protocollo d’intesa che prevede il passaggio dell’infrastruttura in concessione e gestione per cinque anni, fino al 2022. Il trasferimento dovrebbe essere attuato dal prossimo gennaio 2017. La Regione ha reputato giusto che la gestione di questa infrastruttura, che era rimasta in carico ad Umbria Mobilità, tornasse in carico a Rfi e poi allo Stato. Il protocollo prevede l’impegno da parte del Ministero delle Infrastrutture, nella prima fase di concessione, di attingere nei Fondi sviluppo e coesione risorse per intervenire nella infrastruttura per realizzare opere di manutenzione ordinaria e straordinaria utili, a iniziare dalla tratta, attualmente chiusa, Umbertide-Città di Castello. Nella seconda fase, dopo il 2022, è previsto il trasferimento della infrastruttura allo Stato, quindi alla rete nazionale, affinché attraverso interventi straordinari, possa essere resa interoperabile, cioè utilizzabile anche da Trenitalia per i propri collegamenti.