Delitto Dell'Omarino. Confermata traccia di DNA estraneo. Referto completo dell'autopsia sul tavolo del PM entro la settimana


Trovato un dna estraneo sul corpo della povera Katia Dell’Omarino: non è un annuncio ufficiale, ovviamente, ma indiscrezioni confermerebbero il ritrovamento, anche se è tutto da capire se sarà possibile definire una mappatura integrale partendo da questa traccia genetica. La cautela è chiaramente d’obbligo e il riserbo degli inquirenti resta totale. Pare però che bisognerà agire piuttosto in fretta, tant’è vero che i Carabinieri della Tenenza di Sansepolcro agli ordini del tenente Luigi Grella hanno lavorato anche durante il weekend per un’indagine che deve ancora individuare l’omicida che nella nottata fra l’11 e il 12 luglio ha posto violentemente fine alla vita della 41enne di Sansepolcro. E siamo così all’inizio della terza settimana dell’inchiesta. Proseguono intanto gli interrogatori e i colloqui con molte persone della zona. Già diverse decine di cittadini sono stati ascoltati. In più si attendono risultati di rilievo dall’esame autoptico, soprattutto dalla fase laboratoriale. Com’è noto partecipano all’indagine anche i militari del Nucleo Investigativo di Arezzo guidati dal Capitano Matteo De Martis. Non appena gli esami sulla salma di Katia saranno terminati il Pm Julia Maggiore potrà autorizzare la consegna del corpo alla famiglia per le esequie. Ma non si esclude che l’ok del giudice tardi ad arrivare ancora per alcuni giorni, forse non prima del prossimo week end. A loro volta i reperti trovati al torrente Afra, luogo dell’assassinio, sono all’esame anche dei Carabinieri del Ris di Parma. D’altro canto parrebbe confermato che i tabulati telefonici non stiano aiutando molto gli investigatori, visto che la donna uccisa non utilizzava più di tanto il cellulare, preferendo relazioni vis a vis, probabilmente anche in quella terribile notte che l’ha visto morire in modo così atroce. Non è esclusa nei prossimi giorni una nuova tornata di sopralluoghi al Ponte del Diavolo, là dove alcuni passanti che facevano jogging fecero l’orrenda scoperta del cadavere. Infine oltre al telefonino continua a non riapparire l'arma del delitto. E l’omicida è tuttora in libertà.