Ha lottato Katia Dell'Omarino per la sua vita. Sotto esame la sua agenda per risalire all'assassino


Offese al capo, al volto, graffi ovunque, contusioni e fratture alle costole, oltre al colpo mortale che le ha sfondato il cranio. Questo è il quadro emerso dall’autopsia fatta sulla salma della povera Katia Dell’Omarino dal Professore Marco di Paolo e la Dottoressa Isabella Spinetti. I medici hanno anche isolato tracce biologiche che potrebbero essere riconducibili all’assassino. Assassino che pare essere sempre più difficile rintracciare: una persona per nulla sconsiderata dato che portando via con se il cellulare di Katia ha eliminato alcune tracce che sarebbero state utili per le indagini. Una persona che si è avventata sulla vittima con una violenza inaudita, fatto questo dimostrato dall’autopsia, i tanti segni sul corpo di Katia confermano una dura lotta per la vita, fino a quando le è stato sferrato il colpo mortale che le ha sfondato il cranio sulla parte occipitale e che l’ha vista spirare. Di certo si sa che non c’è stata violenza sessuale, dall’autopsia è emerso che non ci sono segni di un atto sessuale consumato. Le indagini proseguono e gli uomini della Tenenza di Sansepolcro, ora di nuovo sotto il comando del Tenente Luigi Grella, che ha anche anticipato il suo rientro dalle ferie per poter seguire da vicino questo difficile e tragico caso, puntano la loro attenzione sull’agenda di Katia, nella quale spiccano alcuni numeri di telefono con i quali lei era spesso in contatto. Dai tabulati del cellulare però è emerso ancora ben poco anche perché Katia con la sua solare popolarità preferiva mantenere i rapporti di amicizia direttamente di persona. Un caso intricato che ha sconvolto un’intera vallata e che ha chiuso la famiglia Dell’Omarino in un silenzio comprensibile.