Si cerca ancora l'assassino di Katia Dell'Omarino. Oggi l'autopsia sul corpo


Non si spegne a Sansepolcro l’eco dell’orrendo delitto del torrente Afra, nel quale ha perso la vita la povera Katia Dell’Omarino, vittima di un ignoto, violentissimo aggressore. La quarantunenne trovata morta lungo il greto dell’Afra pare possa aver accettato un passaggio dal suo assassino: e’ una delle ipotesi sulle quali lavorano i Carabinieri della Tenenza biturgense coordinati dal Luogotenente Biagio La Monica. Secondo la ricostruzione fatta dai militari, coadiuvati dai colleghi del Comando provinciale aretino dell’Arma e dai Ris di Firenze, attraverso la testimonianza della madre che l’aspettava a casa, Katia e’ uscita dopo cena come era solita fare. La sua auto, una Citroen rossa, e’ stata ritrovata vicino alla piscina biturgense, una zona della città piuttosto lontana dal luogo del macabro ritrovamento, effettuato pare da alcuni passanti la mattina di martedì scorso 12 luglio. Gli inquirenti sembra suppongano che la donna sia arrivata in quella zona appunto tramite un passaggio forse chiesto proprio al suo assassino. Del resto è difficile che Katia abbia raggiunto il posto dove presumibilmente è stata uccisa a piedi, visto che quella zona è sprovvista di pubblica illuminazione dunque lì di notte è buio pesto. Nulla di preciso poi si sa ancora sull’ora del decesso: ulteriori particolari in questo senso potranno essere chiariti soltanto dall’autopsia. Diversi i testi interrogati dagli investigatori: fra loro c’è chi giura di aver visto l’auto della donna a Lama di San Giustino, altri affermano d’averla incontrata in serata a Sansepolcro, tutti comunque prima di mezzanotte. Pare anche confermato che una pattuglia dei Carabinieri abbia incrociato Katia quella sera e che addirittura l’abbia fermata per un controllo. Ma è evidente che le indagini restano ancora a tutto campo: fra le ipotesi tracciate c’è anche quella secondo la quale ci possa essere stata una lite oppure un incontro finito male. Intanto è prevista per la giornata di oggi l’autopsia sul corpo della donna. L’omicidio dovrebbe essere avvenuto nella nottata fra lunedì e martedì; l’arma potrebbe essere un corpo contundente, forse metallico, al momento però introvabile. La testa della povera vittima presenta due lesioni compatibili con un oggetto acuminato, forse un martello o un sasso appuntito oppure ancora una picozza o un punteruolo. Katia dell’Omarino, nota a molti in vallata come Katia “del Riello”, dalla denominazione del rione alla periferia sud di Sansepolcro nel quale risiedeva con la madre Rita, non era sposata, era conosciuta come una persona vivace e comunicativa, pur con alcuni problemi psicologici, appassionata del ballo e dei localo che sovente frequentava anche con abbigliamenti piuttosto originali. Katia era nota anche alle forze dell’ordine per alcuni piccoli fatti avvenuti in passato, ma in generale era benvoluta da tutti. A maggior ragione non si comprendono la violenza e l’efferatezza dell’atto che ha posto fine alla sua vita.