CITTA' DI CASTELLO: INSEDIAMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE


Non si sono certo sciolti i veleni che hanno attraversato la passata consiliatura tifernate: la seduta d’insediamento della nuova assise di Città di Castello ne è stata subito pesantemente segnata, con alcune uscite di parte delle opposizioni che da subito hanno indicato il clima che si respirerà nella residenza municipale per i prossimi cinque anni. Ma andiamo per ordine: erano tutti presenti i nuovi consiglieri comunali e gli assessori in questa prima seduta. Vincenzo Tofanelli, in qualità di consigliere anziano a seguito delle dimissioni date da Michele Bettarelli per adempiere alla presentazione come assessore, ha aperto la riunione e quasi subito è stato anche nominato presidente del consiglio: la minoranza ha proposto il nome del grillino Marco Gasperi, mentre la maggioranza ha puntato sullo stesso Tofanelli che con voto segreto è risultato vincitore. A ricoprire la carica di vicepresidente del consiglio comunale, invece, sarà Gasperi, che è al suo debutto nella quotidianità politico-amministrativa tifernate. Dopo il giuramento del sindaco Luciano Bacchetta, lo stesso confermato primo cittadino ha sottolineato che questa “sarà la legislatura del fare. Il lavoro quotidiano e responsabile per continuare a costruire una città a misura di cittadino, che non lasci indietro nessuno ed allo stesso tempo sappia riconoscere e valorizzare i tanti talenti che questo territorio ha prodotto e sta producendo, con un’attenzione particolare ai giovani e ai progetti di innovazione”. Bacchetta ha ricordato poi che sono stati i cittadini “ad avere deciso la disposizione di questa assemblea e ci sono molti modi per rispettarla. Contrapponendosi o, nella dialettica delle parti, collaborando, laddove i benefici abbiamo ordine generale e oggettivo. Su questo terreno, la sfida che si apre oggi non è rivolta alla maggioranza ma a tutti i membri di questo collegio”. Di seguito il sindaco ha alluso a scorrettezze avvenute in campagna elettorale da parte di alcuni suoi avversari e ha aggiunto che queste “non verranno dimenticate”. Il primo cittadino ha poi presentato ogni assessore. I nomi sono ormai noti: Michele Bettarelli, Luciana Bassini, Monica Bartolini, Riccardo Carletti, Rossella Cestini, Massimo Massetti e Luca Secondi. Nel dare il via ufficiale al nuovo corso amministrativo, il sindaco ha ricordato i componenti della precedente Giunta non riconfermati, Andreina Ciubini, Mauro Alcherigi e Enrico Carloni, oltre allo scomparso Dario Alunno. Si sono poi succeduti gli interventi delle opposizioni, dal capogruppo della lista civica Tiferno Insieme Nicola Morini ad Andrea Lignani Marchesani di Fratelli d’Italia, Riccardo Augusto Marchetti della Lega, a Marco Gasperi, capogruppo del Movimento 5 Stelle. Nota a parte per Cesare Sassolini di Forza Italia, il quale ha subito presentato un’interrogazione al sindaco, approfittando dichiaratamente della presenza in aula delle forze dell’ordine e denunciando la presenza nel rione Prato, segnalatagli da residenti e commercianti della zona, di un nutrito nucleo di profughi africani rifugiato politici alloggiati in un grande appartamento di quella zona del centro storico, un’abitazione a quanto pare gestita da una fantomatica cooperativa sociale di Perugia. Sassolini ha chiesto un immediato intervento del primo cittadino per scongiurare disagi e problemi per la popolazione del quartiere. Quanto ai consiglieri di Castello Cambia Roberto Colombo e Vincenzo Bucci, particolarmente accesi i loro interventi, soprattutto quello di Colombo, secondo il quale “dalle prime dichiarazioni” espresse nella seduta, segnatamente da parte del sindaco ma non solo, “trapela uno stato d’animo da regolamento dei conti interni alla politica ed esterni alla stessa e alla città che non pacificano certo il clima” e non rendono costruttivo il confronto tra le parti. Colombo ha ricordato la richiesta del suo gruppo di una commissione d’inchiesta su Sogepu, di un’indagine rigorosa su presunte malversazioni al momento del voto e sulla diatriba sorta a un seggio fra il primo cittadino e un esponente di Forza Nuova, un episodio che ha richiesto l’intervento addirittura della forza pubblica. Insomma, un j’accuse in piena regola fin dall’inizio del nuovo mandato, tanto per non smentire l’atmosfera surriscaldata che ha caratterizzato i precedenti cinque anni nell’aula consiliare. Per parte sua Vincenzo Bucci ha annunciato la proposta di costituzione di sette circoscrizioni elettorali nelle varie zone della città, votate dai residenti, dichiaratamente per sottrarre almeno una parte del potere a una giunta e a un consiglio nei quali Castello Cambia non si riconosce. Insomma una prima seduta calda che prelude a un quinquennio consiliare tutto da seguire.