Violenza sulle figlie. Arrestato Altotiberino dalla Polizia tifernate mentre era al lavoro. Sgomento in vallata


Un altotiberino è stato arrestato con la terribile accusa di violenza carnale sulle figlie. A compiere l’arresto sono stati gli agenti del Commissariato tifernate di Polizia mentre l’uomo si trovava all’interno dello stabilimento in cui lavora. Dalle indiscrezioni pare il protagonista del fatto lavorasse in un’azienda della vallata dove, al momento dell’arresto, si sarebbe creato sgomento e imbarazzo per il presunto reato. L’uomo, un cinquantenne, è residente a Citerna. Per quanto se ne sa è già stato associato al carcere perugino di Capanne, dove è stato interrogato ma si è avvalso della facoltà di non rispondere. Le manette sarebbero scattate dopo l’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari Valerio D’Andria su richiesta del pm Mara Pucci. Dalle poche indiscrezioni che trapelano dalla fitta e comprensibile cortina di riserva scesa sulla vicenda, l’arrestato risulterebbe essere una persona al di sopra di ogni sospetto, conosciuta come tranquilla e mite. Eppure gli accertamenti hanno permesso ai magistrati di chiedere l’arresto da parte degli agenti del Commissariato di Città di Castello, che hanno svolto accurate indagini sotto la guida del vicequestore dott. Marco Tangorra. L’arrestato ha nominato due legali come difensori, gli avvocati Benedetta Barberi Nucci e Gioia Cecchini, che parlano «di un uomo sotto shock, sconcertato e molto provato”. I legali si sono riservati una valutazione più approfondita sulla vicenda dopo aver letto gli atti che stanno visionando assieme a tutta la documentazione del caso e dopo aver parlato con il loro assistito.