DOPO 60 ANNI DI ATTIVITà CHIUDE I BATTENTI LO STORICO BAR DELLA STAZIONE


Dopo oltre sessanta anni di attività ha chiuso i battenti lo storico bar della stazione ferroviaria in Piazza della Repubblica, gestito fino dagli anni ’50 dalla famiglia Galvani. Lo annuncia con una lettera a clienti e amici Anna Maria Galvani, titolare assieme al fratello Mario, deceduto improvvisamente il giorno di Natale. “Con la morte di mio fratello Mario, lo storico “barrino” della stazione, portato avanti per sessanta anni dalla nostra famiglia chiude. Un saluto, un abbraccio e un grazie sentito a tutta l’affezionata clientela che mi è stata vicina in questo brutto momento”. Questo è il testo della lettera scritta di proprio pugno e firmata da Anna Maria, affissa sulla piccola finestra del bar accanto al manifesto funebre con la foto del fratello Mario Galvani, che ha gettato nello sconforto la famiglia, la moglie Fiorella i figli Andrea, Daniele e i nipoti, parenti e i tanti amici che lo conoscevano. Il “barrino” della stazione (così era soprannominato da tutti), avviato all’inizio degli anni ’50 dalla famiglia Galvani, papà Egidio e mamma Iside, ha proseguito l’attività di esercizio al pubblico fino agli ultimi giorni del 2015 grazie alla professionalità e dedizione dei fratelli Anna Maria e Mario Galvani. Un pezzo di storia della città, vero e proprio punto di riferimento, in particolare di utenti e pendolari del mitico “trenino” della Mua prima ed Fcu oggi, che ha accompagnato lo scandire di eventi cittadini e allietato le giornate di tanti giovani che andavano li per ascoltare i successi musicali del momento che uscivano dai primi juke-box, a giocare a flipper, calciobalilla o ping-pong. Foto in bianco e nero hanno immortalato lo “sbarco” alla stazione e l’assalto al bar dei “capelloni” delle prime edizioni di Umbria Jazz negli anni settanta o delle trasferte con bandiere al seguito dei tifosi tifernati allo stadio Pian di Massiano, all’epoca del “Perugia dei miracoli”. Tante storie, tanti fotogrammi, tanti incontri e partenze che hanno fatto tappa al “barrino” aperto dalle cinque del mattino fino a tarda sera. Un pezzo di storia in bianco e nero prima e a colori poi, che si chiude e si porta via momenti belli e alcuni un po’ più tristi di generazioni di tifernati e clienti di passaggio che ad attenderli trovavano sempre un sorriso, una battuta, una parola di conforto di Anna Maria e Mario Galvani