In Italia vietato il glifosato in agricoltura


Com’è noto in questi mesi la Valtiberina è stata teatro di un difficile e a volte acceso confronto a proposito dell’utilizzo di pesticidi o fitofarmaci che dir si voglia in agricoltura.

Ad aprire il dibattito, come si ricorderà, è stata una grande azienda come Aboca per voce del suo presidente e fondatore Valentino Mercati e subito si sono distinte varie parti in campo: da una parte gli ambientalisti contrari al loro uso e dall'altra numerosi agricoltori, principalmente quelli specializzati nella tabacchicoltura, i quali a più riprese hanno dichiarato che senza l’uso della chimica molte produzioni non sono possibili.

Proprio nel mezzo di questa dialettica, che in Toscana ha visto aprirsi un tavolo con tutte le parti in causa gestito dalla Regione, in Italia sono entrate in vigore da pochi giorni alcune significative restrizioni al commercio del glifosato, l'erbicida brevettato nel 1974  dalla Monsanto, la multinazionale leader degli ogm.

Questo prodotto, che è il più diffuso al mondo nel suo genere, è accusato da ambientalisti,  associazioni agricole e scienziati di causare pesanti effetti cancerogeni.

Il decreto del ministero della salute, che è già in vigore dal 16 agosto scorso, stabilisce la revoca delle autorizzazioni all'immissione in commercio di 85 prodotti fitosanitari contenenti il glifosato, del quale adesso è vietato l’uso in «parchi, giardini, campi sportivi, aree gioco per bambini, cortili ed aree verdi interne a complessi scolastici e strutture sanitarie»  e nella fase di «pre-raccolta, al solo scopo di ottimizzare il raccolto e la trebbiatura».

Le scorte dell'erbicida  potranno essere commercializzate ancora per  3 – 6  mesi, a seconda di chi ne farà uso, ma dovranno essere rietichettate entro il 20 settembre.

Al proposito la Coalizione Stop Glifosato ha sottolineato in una nota che il glifosato viene utilizzato in fase di pre-raccolta del grano e che «l'Italia e altri Paesi europei hanno vietato questa pratica”, ma secondo la Coalizione questo non basta.

Serve il divieto totale di utilizzo del ‎glifosato in agricoltura, con divieto d'importazione del grano trattato con questo diserbante, per tutelare la salute pubblica e la produzione del grano in Europa con più elevati standard di tutela ambientale.

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