Sindaco Città di Castello Bacchetta su profughi


“Agitare spettri di razzismo, mancanza di sicurezza ed integrazione sociale cercando di cavalcare risentimenti, divisioni forzate e paure create ad arte per ritagliarsi qualche spazio di notorietà come hanno fatto sparuti gruppetti di rappresentanti della politica, che dimostrano di non conoscere situazioni e dinamiche quotidiane della nostra città, serve soltanto ad alimentare un clima d’odio e inutili contrapposizioni che non appartengono certo alla storia, alla tradizione civile e tollerante della nostra comunità”.

E’ quanto dichiarato dal sindaco di Città di Castello, Luciano Bacchetta, in riferimento allo svolgimento di alcune manifestazioni e iniziative organizzate nella giornata di sabato da forze politiche e gruppi consiliari in città e in particolare nel centro storico cittadino e lungo Via San Florido nel rione Prato, dove dovrebbe arrivare un gruppo di profughi nell’ambito di un progetto di integrazione gestito da un’associazione.

Il sindaco tifernate, dopo aver risposto in consiglio comunale a un’apposita interpellanza, ha scritto una lettera al prefetto di Perugia, Raffaele Cannizzaro, che incontrerà ufficialmente domani martedi 9 agosto alle 12 nella sede della Prefettura stessa.

Bacchetta nella sua dichiarazione sottolinea “il senso di civiltà, tolleranza, solidarietà e coesione sociale di una città che si è sempre distinta per iniziative, progetti e interventi concreti in favore dei più deboli e svantaggiati, indipendentemente dalla provenienza, credo religioso o appartenenza politica o associativa, sempre nel rispetto delle legge e delle normative vigenti.

E’ evidente però, riguardo alla questione della gestione sinergica a vari livelli istituzionali di profughi e rifugiati, che le prefetture coordinano nell’ambito del programma governativo per l’accoglienza – prosegue Bacchetta  - si impone sempre di più la necessità di rafforzare il raccordo a ogni livello dello Stato, anche soprattutto attraverso il coinvolgimento preventivo dei comuni interessati ad affrontare questa emergenza, per garantire una pacifica e solidale integrazione sociale evitando di creare ghetti, squilibri e concentrazioni eccessive in luoghi e zone della città già interessate dalla presenza di altri profughi e dove esistono situazioni che necessitano un continuo monitoraggio di carattere logistico-operativo”.

Bacchetta infine aggiunge di non essere stato contattato né dal privato che ha deciso di mettere a disposizione il proprio appartamento, né dall’associazione che dovrebbe gestire operativamente il progetto di accoglienza dei profughi”.