Sansepolcro: aspre polemiche sull'inattività delle telecamere di sorveglianza. Un limite anche per le indagini dull'omicidio Dell'Omarino


Esplode di nuovo a sansepolcro la polemica relativa al sistema di videosorveglianza. I cittadini biturgensi, alle prese da tempo con problemi di sicurezza, si sentono delusi, arrabbiati e insicuri. Oltre al grande problema legato alla delinquenza e i fatti di cronaca ladresca degli ultimi mesi ciò che adesso fa più indignare sono i limiti di un’indagine, che non permette di rintracciare un assassino che si trova tutt’ora in libertà. Stiamo parlando dell’omicidio di Katia dell’Omarino che si trova ad un punto fermo, anche a causa del fatto che le telecamere posizionate in punti strategici della città, e precisamente nel tratto di strada che presumibilmente l’omicida ha percorso nell’accompagnare Katia nel punto lungo il torrente Afra dove è poi stata ritrovata senza vita, non fossero funzionanti. Dal parcheggio delle piscine infatti la strada prosegue passando per un incrocio dove sono da tempo posizionate le telecamere che però sono inattive. Oltre al recente fatto di cronaca che ha scandalizzato tutta la Valtiberina si aggiungono gli atti quotidiani di vandalismo al patrimonio pubblico: dai muri dei palazzi della città, che in alcuni casi sono stati trasformati in veri graffiti ai vasi del centro storico continuamente danneggiati e rotti, con le piante persino portate via. In ultimo, anche il danneggiamento di pannelli turistici appena istallati nei pressi proprio di palazzo delle Laudi; tutti fenomeni che, con un impianto di videosorveglianza adeguato e magari esteso anche alle periferie, avrebbe aiutato in maniera determinante coloro che sono preposti al controllo della città. Inutile nascondersi dietro un dito e guardando alla nostra realtà che purtroppo ancora ad oggi vanta un discreto spaccio di droga con un adeguata sorveglianza si potrebbe alleviare anche questo problema. l'impianto è stato installato nel 2008, ed è costato circa 180mila euro al Comune di Sansepolcro, più altre decine di migliaia di euro per una gestione che di fatto non è mai avvenuta. fin dall'inizio si sono presentate varie problematiche e dopo 8 anni la città si trova con un impianto costato tanti soldi pubblici e un servizio mai entrato in funzione.