CENTENARIO DI BURRI: E' BAGARRE


Luciano Neri polemizza sulle celebrazioni tifernati del centanario di Alberto Burri, ma il vicesindaco risponde immediatamente.

LUCIANO NERI : “per nascondere i fallimenti propri parlano dei successi degli altri al Guggenheim di New York” A due mesi dalla fine dell’anno ciò che a ciascuno appare chiaro è che il centenario di Burri è stato un totale fallimento. L’unico evento di un certo interesse è stato “ Au rendez-vous desamis”, troppo poco per celebrare uno dei più quotati e qualificati artisti contemporanei del mondo. Il fare conferenze stampa o dichiarazioni in queste ore sull’esposizione del Guggenheim di New York appare un maldestro e inutile tentativo di coprire i fallimenti propri parlando dei successi degli altri. Il tema non è i castellani che sono andati a New York, ma gli americani che non sono venuti a Città di Castello. Si è parlato della pletorica delegazione partita per New York da Città di Castello e dall’Umbria. E’ vero che ricorda le numerose e costose delegazioni che Craxi si portava in Cina e per il mondo nei tragici e costosi anni ’80.

E’ vero che è richiesta moralità, sobrietà nei comportamenti e risparmi nell’amministrare. Ma non credo sia questo il problema principale. Certo che un rappresentante istituzionale del Comune e della Regione dovevano andare ad una manifestazione così importante. Ma uno, non il presidente, il sindaco, gli assessori e decine di figure variamente associate tutte assieme, poiché ciò non è solo costoso ma assolutamente inusuale e “buzzurro” sul piano della prassi diplomatica e istituzionale. Più che una delegazione sembra un “gruppo vacanza”. Ho letto che, a loro difesa, alcuni politici e rappresentanti della regione e del Comune di Città di Castellohanno affermato che ilviaggio a New York è stato pagato, in tutto o in parte, dalla Fondazione Burri. Questa non è una scusa ma una toppa peggiore del buco.Se questo è accaduto chiedo e mi chiedo :è normale, è corretto, è lecito che rappresentanti politici, membri di istituzioni che fanno parte del Consiglio di amministrazione della Fondazione Burri, e che sulla stessa debbono esercitare le dovute funzioni di controllo, ricevano dalla stessa soldi per pagare viaggi ? Ho altresì letto che da Città di Castello sarebbero state portate 40 opere per l’esposizione del Guggenheim su Burri.

Dalle dichiarazioni del sindaco e dei componenti della Fondazione viene presentato uno scenario nel quale sembra che le istituzioni di Città di Castello pare abbiano svolto un ruolo importante. Io ho letto la “News Release” ufficiale del Guggenheim ( guggenheim.org) e di tutto questo non c’è traccia. La mostra del Guggenheim di New York “The Trauma of Painting”è un evento del tutto autonomo e indipendente dalle celebrazioni castellane o italiane, curata dalla professoressa Emily Braun e dal suo team composto da Megan Fontanella e Carol Stringari, tutti collaboratori della Guggenheim Foundation. E’ un evento tutto americano, che anzi scavalca, e quasi cancella, le poche e misere celebrazioni italiane. Nello stesso News Release ufficiale ( ALLEGATO, SIA NELLA VERSIONE IN INGLESE CHE IN ITALIANO) si citano le istituzioni, le fondazioni ed i singoli che hanno contribuito all’evento e si descrivono le opere esposte. Nelle cinque corpose pagine del Rapporto, il Guggenheim, nei ringraziamenti, cita la Fondazione in una sola riga a pagina due ( “il Guggenheim ringrazia laFondazione Burri per la collaborazione”), oltre ad affermare a pagina tre che “La Fondazione ha gentilmente prestato due (DUE) opere appartenenti alla propria esposizione permanente”. Ci aiutate a capire? Quante sono le opere prestate dalla Fondazione ed esposte a New York? Sonodue come afferma il News Release del Guggenheim, o sono un terzo ( 40?) come a giudicare dalle notizie riportate dai giornali avrebbero dichiarato la Fondazione e il sindaco Bacchetta? Ma al di là di tutto questo resta l’amarezza per una occasione persa. Città di Castello avrebbe dovuto essere in questo 2015 meta di decine di migliaia di visitatori, di giovani, di intellettuali, di turisti.

Avrebbe potuto ospitare per tutti i dodici mesi eventi culturali e artistici collaterali, avrebbe potuto fare gemellaggi con le più importanti università o accademie artistiche del mondo. Avrebbe potuto utilizzare l’occasione dal punto di vista culturale, turistico e occupazionale. Avrebbe potuto….ma non lo ha fatto. Sono state presentate per manifestazioni da centenario gli eventi più stravaganti, dal restauro del Grande Cretto di Gibellina, a qualche convegno marginale. Fino a leggiparlamentari sostenute da zero lire. Propaganda tanta, eventi culturali e artistici proporzionati all’importanza del personaggio zero.Cosa c’entra il mantenimento e il restaurodel Grande Cretto di Gibellina con il centenario? Come può un’opera evocativamente e culturalmente così importante, realizzata e donata da uno degli artisti più importanti del mondo, essere considerata una eccezione e non la dovuta e ordinaria amministrazione? Continuo a ripetere quello che ho sempre pensato: l’attuale gestione dell’opere e del profilo del più grande artista contemporaneo del novecento è un vestito troppo piccolo per un corpo troppo grande. Ben altro andrebbe fatto per valorizzare dal punto di vista della crescita civile, culturale, turistica e occupazionale l’opera e il messaggio di una figura come Alberto Burri. Nei prossimi giorni presenteremo alla città, alle istituzioni, alla Fondazione e al mondo della cultura una proposta di merito. Luciano Neri Comitato promotore “Osservatorio Beni Comuni “

 

ED ECCO LA RISPOSTA DEL VICESINDACO MICHELE BETTARELLI: “SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI IL SUCCESSO DEL CENTENARIO. NERI PENSI A TELA UMBRA SU CUI SIAMO MOLTO CRITICI”

“Tutto è migliorabile anche se non mi risulta che ad altri artisti italiani il Guggenheim abbia dedicato una retrospettiva così imponente, né che Città di Castello abbia avuto una ribalta internazionale per qualche altro evento culturale. Per questo parlare in termini catastrofici del Centenario di Burri significa autosqualificarsi da un dibattito, nel quale sono beneaccette anzi auspicabili anche voci fuori dal coro” così il vicesindaco Michele Bettarelli commenta alcune dichiarazioni di Luciano Neri, a nome del comitato promotore “Osservatorio Beni Culturali”. “Sarò felice di conoscere i membri di questo sedicente comitato che non mi sembra si sia distinto per attivismo, dato che ne ignoravo l’esistenza pur essendo l’assessore alla Cultura. In questa veste ho partecipato alla delegazione istituzionale che ha accompagnato Burri in una delle massime istituzioni culturali mondiali, come era mio preciso dovere visto il ruolo che occupo non in qualche ente strumentale ma nel governo della città. L’assoluta mancanza di argomenti davanti al successo del Centenario, che è sotto gli occhi di tutti, risulta dal fatto che Neri ignora perfino quante opere della Fondazione siano esposte a N.Y.

Ebbene sono 40, come specificato molte volte. Evidentemente non si è neanche informato prima di lanciare la sua invettiva. I toni apocalittici usati da Neri nel suo De profundis al Centenario dovrebbero piuttosto essere rivolti verso Tela Umbra su cui da tempo siamo molto critici. D’altra parte chi nel suo curriculum vanta una decina di partiti non deve avere in gran conto la coerenza”.

 

QUI DI SEGUITO ECCO LA CONTROREPLICA DI LUCIANO NERI:

Ma che risposta è? E questo sarebbe un assessore alla cultura? Per non rispondere Bettarelli insulta e parla d’altro. D’altra parte in un Paese nel quale i meriti territoriali e gli interessi della propria tribù valgono più dei meriti culturali e morali ogni sconcio è possibile. So che è ostico per Bettarelli, e chi gli sta intorno, capire un concetto elementare come quello che riconosce legittima l’opinione di chi, come me, pensa che il centenario sia stato un fallimento, esattamente come la sua e quella della giunta che pensano invece che sia stato un grande successo.

E d’altra parte al sottoscritto il clima da regime e il conformismo omertosoe provincialisticoche pervade troppi ambienti di questa città non interessa né mi condiziona. In democrazia le opinioni non maturano nelle logge o nelle aride sedi di partiti ormai diventati il più anticostituzionale degli strumenti, caratterizzati da ignoranza e difesa di interessi propri contro quelli di tutti. Le opinioni si esprimono pubblicamente e nel rispetto dellelegittime diversità di opinione di ciascuno. Si chiama democrazia. Prendo atto che alle domande poste Bettarelli non risponde. Pazienza, ma non è lui l’interlocutore che mi interessa, semplicementeperché la mia opinione è che lui non decide, esegue.E comunque sappia che io sono sempre disponibile a qualsiasi confronto, anche con lui, anche pubblico. Ma la prossima volta vengano i padroni di casa a metterci la faccia, non mandino i maggiordomi. La volgarità strumentale arriva a tirare in ballo Tela Umbra: e cosa c’entra con il centenario di Burri se non come diversivo?

Tela Umbra va benissimo, ha chiuso il bilancio in attivo e sta pagando oltre 150.000 euro di debiti lasciati dalle precedenti amministrazioni, gestite anche da alleati di governo e di partito di Bettarelli, e rispetto alle cui responsabilità faremo i conti.Bettarelli non è contento? Non ci dormiremo la notte per questa tragedia. Pensi quanto noi siamo contenti delle mafie che entrano nella gestione pubblica dei rifiuti, dei milioni di euro pubblici che ogni anno vengono buttati per sostenere partecipate parassitarie che in un sistema di mercato sarebbero già chiuse, del pozzo di soldi che persone e imprese pagano per le tasse sui rifiuti. Pensi Bettarelli quanto noi non siamo contenti delle imprese agricole che chiudono perché voi sostenete le multinazionali del tabacco e i grandi latifondisti, degli affidamenti diretti a singoli e imprese senza alcun capitolato di appalto o gare di evidenza pubblica. Pensi quanto noi non siamo contenti delle lottizzazioni che voi praticate, delle imprese che chiudono, di una sanità clientelare alla quale ormai accedono solo i ricchi, dei giovani qualificati e onesti che emigrano. Infine: a parlare di due opere di Burri arrivate da Città di Castello e non di 40 come afferma Bettarelli ( cosa della quale, se fosse vero, non potrei che essere contento ) non sono stato io ma il Guggenheim Museum direttamente con una News Release ufficiale. Dovete quindi rispondere a loro non a me. Luciano Neri