Ancora polemica sul dislocamento del mercato tifernate


Un mercato spaccato a metà, dislocato e allontanato dal centro storico di Città di Castello. Banchi semiaperti, commercianti demoralizzati e scontenti, acquirenti (quei pochi) spazientiti e confusi. Questo il quadro generale del mercato tifernate del giovedì mattina.

Dopo la protesta di sabato in cui gli ambulanti chiedevano di riunificare gli oltre 60 banchi del mercato in un’unica soluzione, la decisione è stata presa, ma a discapito di alcuni; coloro che avevano i posti assegnati in piazza Garibaldi sono rimasti dov’erano, mentre i restanti che avevano avuto disposizione di discocarsi al limite di piazzale Ferri hanno solo avuto uno spostamento di poche decine di metri, sempre nello stesso parcheggio, ma almeno più vicini alla strada. Un po’ come dare una caramella senza zucchero ad un bambino che invece ambisce ad un succulento pezzo di torta.

A rimetterci sono tutti, chi può solamente avvalersi dei mezzi pubblici che hanno il capolinea in piazza Garibaldi, non si prende certo la briga di incamminarsi fino a piazzale Ferri, totalmente decentrato e con un passaggio che non è certo dei migliori dato che il centro storico è solamente pieno di transenne dei lavori in corso e da tensostrutture “fantasma” nei giorni in cui non ci sono eventi che le riempiono. Chi invece ha l’auto propria si vede costretto a parcheggiare in posti auto spesso a pagamento e anche per questo quindi si riduce il tempo di permanenza per poter fare spese.

Da qui è ovvio che per comodità, velocità e facilità di acquisto le persone invece di fare la caccia al tesoro del banco perduto deviano totalmente le abitudini di acquisto magari affidandosi ai centri commerciali o evitando, nel caso di persone anziane, di girovagare con fatica all’interno di una città che sembra assomigliare sempre più al gioco del Monopoli. Gli ambulanti maggiormente penalizzati sostengono che la volontà da parte dell’amministrazione comunale di tenere vivo un mercato che ha ben due appuntamenti settimanali, e che è stato posizionato inizialmente nelle principali piazze tifernate per poter far girare maggiormente l’economia del centro storico, non deve farsi sentire solo in certi periodi, si deve quindi avere una stessa misura sia per chi tutto l’anno suda il suo lavoro lavorando nella propria postazione sia per chi contribuisce con eventi collaterali ad animare la città, senza che questo vada a discapito di nessuno. Dal 4 di novembre ognuno ritroverà il suo posto, ma gli incassi ormai persi non li ritroverà nessuno.