Parcheggi sempre meno sicuri a Sansepolcro


Una situazione inquietante, che denota incuria e abbandono ma che comporta anche rischi per chi va a piedi in quella zona: parliamo del grande parcheggio del centro commerciale Valtiberino di Sansepolcro, che si estende lungo tutto l’esteso isolato e costeggia la ex statale Tiberina 3 Bis.

L’intera area nelle ore serali e notturne è totalmente al buio, il che complica la vita a chi deve posteggiare la propria auto ma anche a chi, e non sono pochi, transita a piedi da quelle parti, in molti casi per  recarsi alla propria abitazione o anche semplicemente per fare una passeggiata. Lo spingimento dell’illuminazione pubblica, un vero e proprio black out, crea perciò forti preoccupazioni nei pedoni che devono attraversare il parcheggio, visto ch si ritrovano inermi nell’oscurità quasi totale, facili prede di eventuali malintenzionati che, come  si sa, non mancano di certo a Sansepolcro, che non è certo più da tempo l’isola felice di una volta.

Ma c’è anche un altro aspetto da considerare: il parcheggio del Centro Valtiberino si trova a immediato ridosso delle mura che circondano  la città antica, in una parte assolutamente centrale di Sansepolcro. Lì insistono almeno tre importanti accessi viari al centro storico, quello di Via dei Molini, quello di Porta libera, cioè via Giovanni Buitoni,  e quello di Porta del Castello: chi dunque arriva lungo la ex Tiberina 2 Bis a Sansepolcro, che dovrebbe essere città ambita dai visitatori per art, storia e turismo, si ritrova nella più completa e appunto inquietante desolazione notturna.

La zona è sotto la gestione privata della società proprietaria del centro commerciale, notoriamente in gravi difficoltà finanziarie, ma è pur sempre un’area soggetta a illuminazione pubblica, ormai del tutto assente se non si considera qualche insegna luminosa delle attività ancora presenti nel Centro Valtiberino.
Manca dunque un’azione decisa del Comune biturgense, che dovrebbe comunque garantire l’illuminazione e la sicurezza in tutte le zone della città, a cominciare appunto da quelle del centro, o perlomeno dovrebbe rivolgersi in modo incisivo ai gestori privati per una soluzione tempestiva del problema.

Ancora la cronaca non si è occupata di quell’area. Auguriamoci che non debba mai accadere. Ma è chiaro che un auspicio del genere non può proprio bastare.