La giunta interrogata sulla situazione della scale mobili


A Città di Castello è passata un'altra estate senza che le scale mobili del giardino del Cassero abbiano potuto accompagnare cittadini e turisti in centro.

Quello che dovrebbe essere un elemento di forza per la città, è ancora lì, fermo, immobile, chiuso da un cartello.
Ad aprile l'Amministrazione Comunale annunciò l'inizio dei lavori per l'ammodernamento della zona con un finanziamento da parte della Regione dell'Umbria di circa 200.000 mila euro per un totale di circa 400.000.

Anche l'ex assessore regionale Silvano Rometti approvò il progetto che andrebbe ad integrare la riqualificazione della cinta muraria. Si tratterebbe di un ammodernamento, perchè è stato annunciato un importante lavoro alla zona delle scale mobili, che dal parcheggio Ferri al giardino del Cassero, rappresenta il più importante accesso al centro storico.

Il progetto non è stato illustrato nel dettaglio, ma nella descrizione gli amministratori, fatta già nel 2014, hanno spiegato che le scale mobili dovevano essere sostituite poiché il macchinario risalente agli anni '80 non rispondeva più ai criteri di sicurezza.
Gli amministratori avevano annunciato anche l'installazione di telecamere di video sorveglianza, il rifacimento delle coperture e l'abbattimento delle barriere architettoniche.
Fra gli altri, anche il capogruppo del Polo Tifernate Cesare Sassolini aveva richiesto l'abbattimento delle barriere, un disagio importante per cittadini e turisti che si ritrovano davanti alle scale, mobili e no, non potendo percorrerle.

Un accesso ai disabili, con relativa rampa, è stato realizzato nell'altro ingresso al giardino del Cassero, quello che passa per "le Cerche" dove vi è un solo parcheggio riservato ai disabili.

Ora che anche il 2015 sta giungendo a termine, la speranza è che almeno per l'anno prossimo i lavori possano iniziare, almeno per la messa a norma delle scale mobili.
Ma cos'è che ha impedito l'inizio dei lavori?
Con una nuova interrogazione Sassolini chiede ora di sapere i motivi di questo ritardo, pur nella consapevolezza delle difficoltà economiche, e vuol conoscere anche il piano dettagliato del progetto per capire come le barriere architettoniche verranno abbattute per permettere di raggiungere il centro storico senza disagi a cittadini e turisti.