Prezzi alle stelle per il Tartufo bianco


Volano i prezzi del tartufo, con le quotazioni che in apertura della stagione sono praticamente il doppio di quelle medie registrate lo scorso anno su valori di 400 euro all’etto per il Tartufo bianco o trifola, ma che rimangono pero’ ancora lontani dai valori massimi di 750 euro all’etto registrati nel 2007.

E’ quanto emerge da una stima della Coldiretti nel periodo di preparazione per quella che sarà la 36^ Mostra del Tartufo Bianco di Città di Castello.
Dopo il caldo e la siccità estiva le condizioni climatiche di inizio ottobre con l’arrivo della pioggia fanno sperare in una buona raccolta nei mesi autunnali ma anche in un prolungamento della stagione partita in ritardo. 


Il Tuber magnatum Pico si sviluppa infatti – precisa la Coldiretti – in terreni che devono restare freschi e umidi sia nelle fasi di germinazione che in quella di maturazione. Dal Piemonte alle Marche, dalla Toscana all’Umbria, dall’Abruzzo al Molise, ma anche nel Lazio e in Calabria sono numerosi i territori battuti dai ricercatori.
Il frutto piu’ prezioso dell’autunno è da questi giorni il protagonista di mostre, sagre e manifestazioni che stanno entrando nel vivo in tutta Italia e che rappresentano una ottima occasione per acquistarlo o assaggiarlo nelle migliori condizioni e ai prezzi piu’ convenienti.

Il tartufo è un fungo che vive sotto terra ed è costituito in alta percentuale da acqua e da sali minerali assorbiti dal terreno tramite le radici dell’albero con cui vive in simbiosi.
Nascendo e sviluppandosi vicino alle radici di alberi come il pino, il leccio, la sughera e la quercia – spiega la Coldiretti – il tartufo, deve le sue caratteristiche (colorazione, sapore e profumo) proprio dal tipo di albero presso il quale si è sviluppato. La forma, invece dipende dal tipo di terreno: se soffice il tartufo si presenterà più liscio, se compatto, diventerà nodoso e bitorzoluto per la difficoltà di farsi spazio. 

I tartufi sono noti per il loro forte potere afrodisiaco e in cucina il tartufo nero viene per lo più utilizzato in cottura o per farcire ma anche a crudo, tagliato a fettine e messo su piatti di pasta fresca. Il bianco, (Tuber Magnatum Pico) invece va rigorosamente gustato a crudo su noti cibi come le tagliatelle e i gnocchi oppure come arricchimento di un buon filetto di manzo o una tagliata di chianina.

Per quanto riguarda i vini il tartufo bianco esige grandi vini rossi, il nero, invece ammette anche i bianchi. Non ci rimane altro che attendere qualche giorno per diventare anche noi protagonisti si una delle mostre più importanti d’Italia a Città di Castello nel nome del Re del bosco, il sovrano Tartufo Bianco.