ABOCA LASCIA LA VALLATA! CLAMOROSA DICHIARAZIONE DI VALENTINO MERCATI


CITTA’ DI CASTELLO - “I sindaci e l’economia locale non ci ascoltano e noi ci spostiamo dalla vallata”:  annuncio shock di Valentino Mercati, fondatore di Aboca, durante un convegno a Città di Castello: l’incontro trattava il tema  “Tabacco e territori biologici tra sviluppo rurale e diritti: la conversione si  può… e conviene a tutti”: su questo argomento infatti Cittadinanza Attiva di Città di Castello ha tenuto stamani un convegno nella sala consiliare del Comune tifernate, chiamando per le varie relazioni esperti di varie discipline (medici, imprenditori, ambientalisti, docenti, agronomi e produttori di tabacco, fra gli altri). E poco dopo l’apertura dei lavori l’imprenditore Valentino Mercati, presidente e fondatore di Aboca SpA, ha appunto fatto una dichiarazione che sta già facendo molto discutere in vallata e fuori. Noi l’abbiamo raccolta in una nostra intervista prima del convegno e poi Mercati l’ha ribadita in aula consiliare davanti a pubblico e relatori. Noi abbiamo chiesto a Valentino Mercati quali fossero stati gli esiti della forte provocazione fatta dal presidente di Aboca verso istituzioni e imprese agricole della Valtiberina sull’eliminazione dei pesticidi in agricoltura in questo territorio: “Non possiamo continuare a lavorare in una vallata che non vuole ascoltare quanto abbiamo già dichiarato”, ci ha risposto Mercati e ha aggiunto: “ho dovuto rinunciare a tutte le azioni che avevo intrapreso verso chi inquina usando prodotti chimici in agricoltura ma devo anche rinunciare alla presenza delle coltivazioni della mia azienda in Valtiberina: stiamo già lavorando da qualche tempo con la Valdichiana, dove abbiamo preso molti ettari per le nostre colture biologiche. Delocalizzeremo inoltre in alcune zone del Marocco una consistente parte della nostra produzione agricola”. Manterrete un presidio in Valtiberina? “Certamente sì: tutta la parte relativa alla trasformazione dei prodotti resta qui. Ma né i sindaci e le istituzioni né il mondo dell’economia locale hanno ascoltato le nostre richieste e necessità. Vuol dire che non siamo importanti per questo territorio. E dunque ce ne andiamo”.