Città di Castello: I 110 anni del Cavalier Parlani


Centodieci candeline. Le spegne oggi il cavalier Dante Parlani, tra gli uomini più anziani d’Italia: è ormai un’autentica leggenda vivente per la sua longevità. Come ci racconta il biscugino Aldo Polidori, preziosa fonte delle nostre notizie sul cavaliere, Dante Parlani è nato il 23 novembre del 1905, Parlani é molto conosciuto sia a Città di Castello, dove vive, sia ad Apecchio, dove venne alla luce. Oggi è stato affettuosamente festeggiato in casa della nipote. Ricordiamo che è stato uno degli uomini che hanno fatto la storia di Città di Castello, soprattutto nel campo dell’imprenditoria agricola, ed è da tempo una vera e propria istituzione del Tifernate. Parlani ha trascorso la sua vita, dagli anni ’30 fino agli ’80, amministrando più di 100 poderi di privati ed enti statali. Una vita da fattore, insomma, che gli è valsa anche molti riconoscimenti: nel 1950 diventa Cavaliere Ufficiale dell’Ordine di San Giorgio d’Antiochia e l’anno successivo è nominato presidente del Sindacato Coltivatori del Comune di Apecchio, di cui sarà anche Consigliere comunale. Tra i premi più importanti c’è quello conferitogli dal Ministero dell’Agricoltura per aver contribuito ad incrementare la produttività agraria e dalle Fattorie Autonome Tabacchi di Città di Castello, nel 1982, per aver favorito, con la sua opera, lo sviluppo della tabacchicoltura nell’Alta Valle del Tevere. Dante Parlani conserva ancora una buona lucidità mentale e un’ottima memoria. Purtroppo, qualche anno fa, un incidente domestico lo ha costretto, da allora, a spostarsi in sedia a rotelle. Ma continua a fare, ovviamente assistito, lunghe passeggiate: assai spesso lo si incontra a Città di Castello, accompagnato di volta in volta da uno dei suoi tre figli: Saulo (82 anni), Rosina (81 anni) e Costantino (77). Vedovo da oltre 45 anni, Dante legge ancora leggere i quotidiani, lo fa senza occhiali, mangia sempre “leggero” e non va mai a dormire dopo le 22. Il segreto del suo elisir di lunga vita, dunque, sembrerebbe essere stato il suo lavoro, esercitato per quasi 60 anni con competenza e passione, sempre con la benevolenza e la stima di tutti. Caro Cavaliere, buon compleanno, e ci tenga ancora compagnia. Lei dà speranza a tutti noi.