PONTIFICALE DI SAN FLORIDO


Solenne Pontificale in cattedrale a Città di Castello per i festeggiamenti dedicati ai santi patroni della città, Florido, Amanzio e Donnino.

Una celebrazione come sempre partecipatissima di cittadini e con le note della Corale Abbatini. La funzione, aperta dal Vescovo di Città di Castello Domenico Cancian, ha visto la presenza, nella concelebrazione, del cardinale Giuseppe Bertello, presidente del Governatorato dello Stato della città del Vaticano ma presenti erano anche i vescovi Nazzareno Marconi da Macerata e Pellegrino Tomaso Ronchi, alla presenza naturalmente del clero della diocesi tifernate. Come sempre, nell’omelia, il messaggio dei santi patroni, ancora esempio significativo di vita, al centro della riflessione in cui è stata ribadita l’attualità del’umanesimo cristiano. “ Siate creativi, abitate la storia, trasfigurate il mondo con l’umiltà, la carità e la gioia”. Sono le parole, queste pronunciate dal vescovo Cancian, pronunciate da papa Francesco, nella prospettiva del’anno del Giubileo e dopo la chiusura del quinto Convegno Ecclesiale di Firenze: due appuntamenti che invitano al’unisono tutti i cristiani ad un mutamento di pensiero e di prospettiva e a proporsi nella società come un modello appunto di un umanesimo rinnovato. E Come Florido trovò la sua città, città di castello distrutta dopo l’assedio di Totila e la ricostruì, così oggi noi siamo chiamati ad operare fermamente in una comunità spesso disgregata dove il nostro contributo e quello del Vangelo, possono capovolgere la realtà e rinnovare la fede delle genti. Infine il cardinale Bertello ha fatto riferimento anche al prossimo Giubileo, ricordando assieme al vescovo Cancian che sarà aperta anche la “ Porta della Misericordia”, nel portale gotico del Duomo. In vista di tale avvenimento è stata riposizionata sopra il portale una copia della lunetta dipinta da Vincenzo Barboni nel 1842. Questo dipinto, il cui originale, restaurato di recente, è conservato all’interno della cattedrale tifernate, fu commissionato dall’allora vescovo della città Giovanni Muzi