La Polizia di Città di Castello fa il punto sul furto in cui la Signora Pina è stata l'eroina


Dopo che in rete l’anziana tifernate di 83 anni, la signora Pina, è stata definita l’eroina dell’Altotevere per aver sventato un furto in un appartamento del suo condominio a Città di castello nella giornata di ieri martedì dieci novembre, oggi il Commissariato di Polizia tifernate, coordinato dal vice questore Aggiunto Marco Tangorra, definisce i dettagli dell’operazione che ha sgominato una delle bande che in questi ultimi tempi affliggono il territorio altotiberino con una nuova ondata di furti.

L’azione delle forze dell’ordine, che ha visto impegnate due squadre della volante, dopo aver confermato determinante l’intervento dell’anziana che prontamente ha avvisato il 112 alle prime avvisaglie dei malviventi, mettono a disposizione della stampa tutta la refurtiva costituita da molti oggetti in oro e 150 euro in contanti. Un ricco bottino che, riferiscono gli inquirenti, le bande di nazionalità straniera, rumena in questo caso, cumulano generalmente nei mesi che vanno da ottobre a dicembre per farne poi carico da portare nei loro paesi d’origine e natale e ricavarne qualche profitto. Si tratta di persone disperate e poco organizzate spinte dalla miseria ma proprio per questo aggressive e spesso violente pur di mettere a segno la loro azione criminosa.

L’azione degli agenti investigativi sul territorio è ben organizzata e soprattutto agisce in prevenzione dei furti stessi dal momento che il modus agendi di queste bande è ogni anno lo stesso ma il vice questore ribadisce ai cittadini l’importanza degli accorgimenti casalinghi come quello di chiudere tutte le tapparelle quando ci si appresta ad uscire di casa o a utilizzare sistemi d’allarme dal momento che i ladri entrano in azione con il sistema di sempre ovvero forzando gli infissi interni delle finestre in zone circoscritte preventivamente adocchiate. Ultima raccomandazione infine, come ha fatto la signora Pina, al primo segnale di sospetto di effrazione, alzare il telefono e prontamente chiamare le forze dell’ordine