Sansepolcro: la crisi economica mette in ginocchio i commercianti


La crisi economica in atto ha inevitabilmente forti ripercussioni anche sui consumi e sugli stili di vita della gente.

Quasi la metà della popolazione ha reagito alla crisi rinviando le spese più impegnative per la famiglia. Il calo delle vendite è più sensibile nei negozi al dettaglio: si compra meno nei piccoli negozi e la crisi del commercio non accenna a diminuire. Secondo i dati forniti dalle associazioni dei commercianti nei primi mesi del 2015 hanno chiuso le saracinesche 1 negozio su 4 (ben il 25%).

Questa desertificazione commerciale è dovuta a diversi fattori: in primo luogo alla crisi economica generale e al conseguente calo dei consumi, alle liberalizzazioni e anche agli affitti troppo alti e spesso non sopportabili per i commercianti.

Questa situazione colpisce ovviamente anche la Valtiberina e in particolar modo Sansepolcro, dove la crisi delle attività commerciali, soprattutto nel centro storico, è inquietante. La città biturgense è piena di cartelli con scritto “vendesi”, “affittasi”, “chiusura per fine attività”. Storiche attività commerciali hanno chiuso o stanno per chiudere i battenti. Saracinesche abbassate, vetrine vuote senza più illuminazione, scarsa manutenzione delle strade cittadine, arredo urbano fatiscente rendono ancora più triste l’immagine di un centro astorico già in grave difficoltà e sempre meno frequentato e vissuto.

E’ un vero peccato, perché il centro storico di Piero della Francesca merita di essere valorizzato, abbellito e vitalizzato, per farlo tornare di nuovo un punto di riferimento artistico, culturale e commerciale per tutta la Valtiberina e non solo. La nuova amministrazione comunale che si insedierà a Palazzo delle Laudi nella prossima primavera dovrà porsi tra i primi obiettivi quello della valorizzazione e della rivitalizzazione del centro storico, che altrimenti rischia irrimediabilmente l’abbandono.