BADANTATO DI CONDOMINIO ANCHE A CITTA’ DI CASTELLO


Badanti di condominio, che dietro un piccolo compenso orario aiutino i loro vicini in difficoltà, integrando il proprio reddito e fornendo un servizio di prossimità prezioso per gli anziani senza una rete parentale: questa nuova figura, già presente con successo in alte realtà italiane,sarà attivata a Città di Castello, dopo il voto favorevole , quasi all’unanimità - contrario Marcello Rigucci della Lega - alla mozione del capogruppo del PD Gaetano Zucchini, che ha proposto l’istituzione di quello che tecnicamente è definito “Operatore di condominio e di quartiere”. “L’aspettativa di vita si è alzata ed un numero crescente di persone anziane con contenute risorse economiche, ha bisogno di un aiuto minimo per il disbrigo delle normali attività quotidiane, che potrebbero essere svolte da un operatore, condiviso tra più utenti, pagato per il solo tempo della prestazione, così vicino da poter essere contattato e gestito senza preavvisi o formalità” ha spiegato Zucchini “questa figura potrebbe essere ricoperta dai tanti che la crisi ha reso inoccupati o sottoccupati e allo stesso tempo sviluppare una rete di prossimità informale nello spirito del sistema integrato previsto dalla legge 328 del 2000”. Nella proposta Zucchini prevede che sia il Comune a farsi promotore del progetto, creando un elenco di operatori che assistano più utenti in ambito condominiale, di quartiere o della stessa frazione, dotati dei requisiti minimi: idoneità fisica; maggiore età; residenza nel comune; condizione di disoccupazione o inoccupazione; in regola con la normativa in materia di immigrazione; patente di guida. In questo caso sarebbero i Servizi sociali del comune a verificare il rispetto dei criteri di ammissibilità e a tenere l’elenco degli operatori e dei potenziali committenti. Per il compenso infine si ricorrerebbe ad un pratico pagamento attraverso i buoni Inps. Soddisfazione è stata espressa da Zucchini per il consenso che ha riscosso il badantato di condominio in consiglio comunale”, “in quanto innova la rete di sostegno del territorio senza gravare sugli enti pubblici, che avrebbero un ruolo regolatore”. Il voto contrario del consigliere della Lega Marcello Rigucci è stato motivato con la presenza già in essere “di associazioni di volontariato che svolgono lo stesso compito”.