L' ANPI RICORDA GLI 87 VOLONTARI TIFERNATI DEL GRUPPO CREMONA


“Iniziative come questa danno un grande contributo al lavoro che dobbiamo fare tutti per riconquistare la sensibilità comune delle nuove generazioni i principi sui quali sono fondati questa Repubblica, questo Stato e questo Paese e fare in modo che siano intatti e soprattutto attuali”. Con questo messaggio il sindaco Luciano Bacchetta ha salutato i partecipanti al convegno sul tema “L’Alta Valle del Tevere e il Gruppo di Combattimento Cremona”, che la sezione di Città di Castello dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia e l’Istituto di Storia Politica e Sociale Venanzio Gabriotti hanno promosso sabato scorso, con il patrocinio del Comune, nella sala degli Specchi del Circolo Accademia degli Illuminati. Nel 70esimo anniversario della Resistenza e della guerra di Liberazione dal regime nazifascista, l’iniziativa ha ripercorso la vicenda storica dei 173 volontari, che, dall’Alta Valle del Tevere già liberata dal dominio nazifascista, si arruolarono del Gruppo di Combattimento Cremona per contribuire alla lotta di liberazione di tutta l’Italia al fianco delle truppe alleate. Da Città di Castello partirono 87 volontari, che sono stati ricordati pubblicamente con la consegna ai reduci e ai loro familiari di pergamene commemorative da parte dell’onorevole Marina Sereni, vice presidente della Camera dei Deputati. Al convegno hanno portato il proprio contributo il presidente dell’Anpi di Città di Castello Anna Maria Pacciarini, il presidente dell’Anpi di Sansepolcro Patrizia Fabbroni, il sindaco di Alfonsine Mauro Venturi, il presidente dell’Istituto Gabriotti Alvaro Tacchini, il direttore del Museo della Battaglia del Senio Antonietta di Carluccio, lo storico del Dipartimento degli Studi Umanistici dell’Università del Piemonte Orientale Nicolò Da Lio, Gianfranco Pannacci dell’Anpi di Città di Castello, il presidente onorario dell’Anpi provinciale di Perugia Francesco Innamorati e Mario Tosti, presidente dell’Istituto per la Storia dell’Umbria Contemporanea. Dall’Alta Valle del Tevere partirono 173 volontari, di cui 87 residenti a Città di Castello, 43 a Sansepolcro, 1 ad Anghiari, 25 a Umbertide, 12 a Pieve Santo Stefano e 5 a San Giustino, che entrarono a far parte per la quasi totalità nel 21° e 22° reggimento di fanteria del Gruppo Cremona. Quasi tutti i partecipanti alla campagna militare erano di età compresa tra i 18 e i 25 anni, anche se si arruolarono pure dei minorenni, e provenivano in buona parte dall’esperienza di lotta partigiana (il 37 per cento dei volontari di Città di Castello e il 12 per cento di quelli di Sansepolcro). Si trattava soprattutto di operai (il 50 per cento dei volontari di Città di Castello e il 90 per cento dei volontari di Sansepolcro), perché i contadini avevano il compito di riavviare la produzione agricola. Il contingente dei tifernati era comandato da Stelio Pierangeli ed Enrico Ferri e aveva tra i graduati Carlo Corsi, Giuseppe Battocchi, Livio Dalla Ragione, Alberto Ivano Nar­di, Giovanni Taffini e Luigi Turchi. Il gruppo più numeroso formò il “Plotone Montebello”, nella 1^ compagnia del 21° reggimento fanteria. I volontari altotiberini raggiunsero il Gruppo di Combattimento “Cremona” quando era già in linea nel settore adriatico a fianco dell'VIII Armata britannica. Il battesimo del fuoco fu il 2 marzo a Casa dei Venti, presso Ravenna, dove persero la vita Gualtiero Perugini,di Città di Castello, e Giuseppe Battaglia, di Roma ma arruolatosi con i tifernati. Successivamente perse la vita anche il tifernate Rodolfo Colautti. I tre volontari di Città di Castello morirono insieme a tre combattenti di Umbertide e a uno di Pietralunga, per un totale di sette altotiberini. Al termine della campagna militare, che portò alla liberazione di diverse città, tra cui Alfonsine, gli altotiberini vennero premiati con sette medaglie d'argento e sette di bronzo.